La parità è solo a parole, la retorica dell’8 Marzo

Il parere di un comico sulla mancanza di parità tra uomo e donna.     L’8 Marzo, con la sua retorica è alle porte, ma tra uomo e donna la parità dei diritti è solo una parola vuota

Beato tra le donne
Turiste olandesi in visita a Lecce e al mio banchetto.

Salve a tutti, sono Simone Mele e sono un comico.
Mia madre è una donna, la mia compagna è una donna, la maggior parte dei miei amici sono donne.

Ho sempre visto con sospetto le feste a tema soprattutto quella dell’8 Marzo intrisa di una retorica fuori dal tempo.
Personalmente preferisco festeggiare la donna 365 giorni all’anno.
Non come altri che l’8 marzo partecipano alla festa della donna e il resto dell’anno fanno “la festa” alla donna.
Noi uomini non dovremmo festeggiare la donna, noi uomini dovremmo essere semplicemente più donne, nel senso che non dovremmo nascondere la nostra parte femminile come se fosse una fragilità da occultare o da combattere.
Perché se la combattiamo in noi vedremo nella donna per effetto specchio qualcosa da combattere un nemico che ci mostra una parte di noi che disprezziamo.
E invece uomini non abbiate paura… parlate con le donne senza paura, la loro sensibilità e così grande che vi accoglierà così come siete.
Uomini diventate più donna, ma donne, per favore non diventate più uomini, restate ciò che siete non snaturatevi in nome di una parità dei diritti legittima quanto difficile da ottenere.

Finchè continueremo a vedere in tv pubblicizzare i materassi con donne seminude stese sopra o materiale per l’edilizia o per il fai da te strumentalzzando il corpi femminile, la parità rimarra una chimera. 

Io con le donne di errori ne ho fatti tanti.
Nascondendo a me stesso la mia parte femminile ho amato le donne ma strumentalizzandole.
Ad esempio:
Ho amato per anni una donna sempre attenta ai consumi energetici girava per casa spegnendo le luci, stereo l’asciuga capelli.
Era una donna-stuta! (Stutare nel dialetto leccese significa spegnere.)
Ho amato una ragazza che mi faceva arrivare sempre puntuale al lavoro, una ragazza sveglia.
È una donna che alle porte dell’inverno facevo in modo di annoiarla per trasformarla in una donna stufa e risparmiare sulla bolletta del gas.
Una donna che qualsiasi problema domestico lo sistemava, tubi che perdevano, muri da riimbiancare, ecc. regina del fai da te avevo trovato la donna-aggiusta.

Ora scherzi a parte, linguaggio mi ha sempre affascinato e ad oggi rimane la maniera più semplice per comunicare all’altro la nostra interpretazione della realtà.
Come avete notato, il linguaggio è spesso ambiguo, una parola può avere diversi significati; utilizzare questa polivalenza, spostare un apostrofo o un accento, unire due parole, produce dei cortocircuiti linguistici che risultano molto divertenti.

Ahimè quando il linguaggio tocca il “femminile” c’è veramente poco da ridere, per una sorta di assetto ideologico, tra uomo e donna la parità è…a parole.
Questo elenco che vi propongo opera di genio il cui autore è sconosciuto dimostra in maniera sistematica quanta strada ancora si debba percorrere per la parità.
Infatti mentre delle parola al maschile hanno diversi significati, le stesse al femminile sono interpretate in un solo senso.
Leggete

Adescatore: uno che coglie al volo persone e situazioni
Adescatrice: mignotta
Uomo disponibile: tipo gentile e premuroso
Donna disponibile: mignotta
Cortigiano: gentiluomo di corte
Cortigiana: mignotta
Massaggiatore: chi per professione pratica massaggi, kinesiterapista
Massaggiatrice: mignotta
Il cubista: artista seguace del cubismo
La cubista: mignotta
Segretario particolare: portaborse
Segretaria particolare: mignotta
Uomo di strada: uomo duro
Donna di strada: mignotta
Passeggiatore: chi passeggia, chi ama camminare
Passeggiatrice: mignotta
Mondano: chi fa vita di società
Mondana: mignotta
Uomo facile: con cui è facile vivere
Donna facile: mignotta
Zoccolo: calzatura in cui la suola è costituita da un unico pezzo di legno
Zoccola: mignotta
Peripatetico: seguace delle dottrine di Aristotele
Peripatetica: mignotta
Omaccio: uomo dal fisico robusto e dall’aspetto minaccioso
Donnaccia: mignotta
Un professionista: uno che conosce bene il suo lavoro
Una professionista: mignotta
Uomo pubblico: personaggio famoso, in vista
Donna pubblica: mignotta
Intrattenitore: uomo socievole, che tiene la scena, affabulatore
Intrattenitrice: mignotta
Uomo senza morale: tipo dissoluto, asociale, spregiudicato
Donna senza morale: mignotta
Uomo molto sportivo: che pratica numerosi sport
Donna molto sportiva: mignotta
Uomo d’alto bordo: tipo che possiede uno scafo d’altura
Donna d’alto bordo: mignotta (di lusso, però)
Tenutario: proprietario terriero con una tenuta in campagna
Tenutaria: mignotta (che ha fatto carriera)
Steward: cameriere sull’aereo
Hostess: mignotta
Uomo con un passato: chi ha avuto una vita, magari sconsiderata, ma degna di essere raccontata.
Donna con un passato: mignotta
Maiale: animale da fattoria
Maiala: mignotta
Uno squillo: suono del telefono o della tromba
Una squillo: mignotta
Uomo da poco: miserabile, da compatire
Donna da poco: mignotta
Un torello: un uomo molto forte
Una vacca: una mignotta
Accompagnatore: pianista che suona la base musicale
Accompagnatrice: mignotta
Uomo di malaffare: birbante, disonesto
Donna di malaffare: zoccola (per non dire sempre mignotta)
Prezzolato: sicario
Prezzolata: mignotta
Buon uomo: probo, onesto
Buona donna: mignotta
Uomo allegro: un buontempone
Donna allegra: mignotta
Ometto: piccoletto, sgorbio inoffensivo
Donnina: mignotta

Bene, (anzi male), mi fermo qui.
Allora potremo fare ancora mille battaglie per i diritti delle donne, ma se non interveniamo dentro noi stessi e non cambiamo la nostra grammatica dell’anima, il nostro linguaggio, la strada da fare è ancora molto lunga.
Altrimenti io l’8 m’arzo e me ne vado