Il ricercatore del vero sé

Il vaffan Guru

Un personaggio pericoloso si aggira indisturbato nella nostra amata società dei consumi, pericoloso per se stesso e soprattutto per gli altri, può indossare i panni di un uomo o una donna indifferentemente, ma nella realtà è solamente un bambino che reclama attenzione.
Si tratta del famigerato “ricercatore del vero sé“.

Le cause che scatenano la trasformazione

Scavando nella sua vita privata vi accorgerete che la molla che ha fatto scattare la sua ricerca è stata l’aver subito un forte trauma, probabilmente è stato abbandonato dal partner, o è in astinenza sessuale da una decade, ora non voglio generalizzare troppo ma se notate bene, una certa fisionomia caratterizza questo genere di ricercatore, a voler essere buoni non rientra nei canoni di bellezza in voga nella società, diciamo che non è proprio un figo, è quello che generalmente si definisce un tipo…di cesso, bello dentro ma neanche troppo, perché alla fine questa mancata accettazione o l’abbandono invece di ammorbidirlo lo ha incattivito, lo ha fatto marcire anche nell’animo, praticamente è diventata una vera carogna, la bellezza estetica gioca infatti un ruolo fondamentale, se piaci, se rientri in canoni estetici ben precisi, riesci più o meno ad avere sempre accanto qualcuno e difficilmente si rimane per lungo tempo sguarniti, e quando sei apprezzato la ricerca spirituale la lasci imputridire nel cassetto, il personaggio in questione no, questi invece dopo aver scaricato per anni le colpe sugli altri, dopo averli accusati dei suoi fallimenti, dopo che nessuno è stato risparmiato dalla sua fatwa, dopo che mentalmente ha compiuto stragi, poco prima che diventi un serial killer capta miracolosamente nell’etere il messaggio che gli suggerisce che il problema, forse, potrebbe essere lui e ahimè anzi ahinoi è proprio da quel barlume di consapevolezza che inizia quella metamorfosi spirituale che lo renderà una vera e propria calamità naturale, un pericolo pubblico, in sintesi un boia.

Le tappe della scalata al monte della conoscenza 

Prima tappa del pellegrinaggio la libreria, al grido di “ce la posso fare da solo!”, si rifugia con discrezione nella ghiotta sezione filosofie orientali, ma si guarda continuamente intorno sperando di trovare già in quel luogo la soluzione ai suoi problemi, ovvero qualche sfigato/a come lui che ha lo stesso trip mentale, magari si guardano si piacciono e così e al diavolo la ricerca del vero sé, ma non trovando complici ecco che il personaggio in questione inciampa facilmente nel nostra caro amico Osho, e si sa l’Osho è il padre dei vizi.

Esterofilia spirituale

Una parentesi, perché chi inizia questo genere di ricerca diventa il tipo che definirei con l’India facile? Perché con una tradizione spirituale come la nostra con l’esicasmo, i padri del deserto, i mistici cristiani con il vangelo a portata di mano bisogna per forza civettare con l’oriente, la spiegazione e semplice, risiede nel fatto che dire “io prego” non ha lo stesso appeal di “faccio meditazione”, in sintesi si scopa meno!
Ora grazie ai social possiamo monitorare questa trasformazione attraverso i suoi post di Facebook, perchè passa in brevissimo tempo dalle foto di spiagge  e palestre a quelle dei giardini zen, dalle battute di gufetto stronzetto tipo “ti auguro di cadere dalle scale e romperti un femore” a citazioni di Gurdjeff o Jodorowsky passando per il Dalai Lama intrise di pacifismo, “volemose bene” e amore universale, ma in realtà l’unico amore universale che spera di realizzare è portarsi a letto tutti gli esseri viventi del sesso opposto o dello stesso, o ambedue dipende dai gusti.

Passi avanti?

Dopo aver letto praticamente tutti i santoni guru e vaffanguru da Yogananda a yoga alla pera, incappa quasi obbligatoriamente nella comitivona sempre più fitta del namyorengechió e se malauguratamente ti capita di incontrarlo per strada ti giura di stare bene; e ci credo! Innanzitutto a finalmente trovato un gruppo di persone che se lo fila e per due tre giorni la settimana ha un appuntamento fisso che unito magari allo spinning o al ballo latino americano gli ha riempito la settimana e poi grazie a questo può finalmente coronare il suo sogno cioè partire con la sua campagna di evangelizzazione facendo shagubugu, che io pensavo fosse una sorta di bubusettete in salsa giapponese in pratica ho capito che vuol dire fare il testimone di Geova vestito un po più etnico, cioe cercare di portare adepti alla setta.

È quasi fatta…

A quel punto la trasformazione è quasi completa, per parenti e quei pochi amici rimasti il ricercatore del vero sè si rivela un vero e proprio incubo un incrocio tra un rappresentante della folletto e un operatore di call center, tenterà in tutti i modi di propinarti il suo nuovo modo di vedere la vita, le sue ricette del buon vivere, diventerà prima un fan della cucina etnica, poi pian piano si trasformerà in vegetariano, poi incomincerà la deriva vengana, poi quella crudista e ti guarderà sempre con un aria di commiserazione mentre azzanni il tuo hamburger. Sarà pronto a catechizzarti quando smadonnerai contro qualcuno facendo ricorso al maledettissimo “effetto specchio”, riportando la tua rabbia su te stesso, sui tuoi traumi infantili, quando invece, il tuo unico desiderio è quello di saltare al collo di chi ti ha fatto incazzare; no, non si può più fare manco quello è colpa tua, punto, ma con questo sistema, prima di andare a scavare dentro te stesso e ritrovare i traumi delle vite precedenti ti viene l’ulcera e in più non ti potrai mai più lamentare in sua presenza per un acciacco, per un emicrania, una sciatalgia, perché sarà sempre un problema di testa, un problema psicologico, insomma la vicinanza a questo “mostro” ricercatore diventerà esiziale, durante la sua ricerca le vittime che mieterà saranno tantissime e l’isolamento sarà totale, gli unici che gli rimarranno vicini saranno i parenti stretti, l’analista che viene pagato e altri ricercatori come lui con i quali si sfiderà settimanalmente di chi propina meglio bugiardini spirituali.
Vittime predestinate e sponsor dei guru di turno rappresentano al meglio la disperazione e l’isolamento prodotti del cortocircuito della nostra società.
Qualcuno ha detto: “Ci sono tanti cattivi maestri perché ci sono toppi pessimi allievi” come darli torto.

Esperienze personali

Da parte mia, posso citare alcune esperienze personali, ad esempio quando in una fase della mia vita mi misi in testa di diventare monaco zen non avendo di meglio da fare. Ricordo una volta in cui seduto di fronte al mio maestro gli chiesi cosa avrei dovuto fare per diventare un buon monaco e lui mi rispose che dovevo eliminare l’ego che è una costruzione mentale ed io gli risposi che sapevo già che lego era una costruzione ma io giocavo con i playmobil.
Questa risposta e le bastonate che presi dagli altri monaci aprirono la mia carriera di comico.
Come non citare allora quella volta in cui alla fine di un ritiro in una comunità spirituale cantammo tutti insieme un inno ad una divinità buddhista ed io scoppiai in un pianto liberatorio, mentre favoleggiavo di aver raggiunto chissà quale traguardo spirituale mi ricordai che anche alla fine di una settimana bianca al villaggio valtur mi misi a piangere mentre intonavamo la sigla del babyclub.

Boicottare il ricercatore 

Comunque la soluzione per disinnescare il ricercatore del vero sé è trovargli un partner, trovatolo miracolosamente si placa, infatti spesso succede che i parenti esasperati paghino qualcuno che faccia finta di corteggiarli.
Ma la domanda è: perché si inizia la ricerca quando si è tristi, perché bisogna aspettare che qualcosa nella vita vada veramente storto per portarti a prendere coscienza che esiste anche la dimensione spirituale? O sei così ricco che ad un certo punto fatte tutte le esperienze possibili e ti sei inculato pure le tartarughe decidi di cercare altro, oppure deve succedere una catastrofe nella tua vita che ti induce alla riflessione, non ho mai visto nessuno virare sulla spiritualità quando stava bene; e allora ben venga la sconfitta, il fallimento, la caduta se riesce aspalancare le porte della percezione. Ma occhio al ricercatore del vero sé