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Se tre anni fa qualcuno mi avesse detto che per guadagnarmi da vivere sarei salito su un palco a fare il comico probabilmente gli avrei riso in faccia. Oggi è la gente che mi ride in faccia.

La mia priva volta da comico

La mia prima esperienza con il microfono, che risale a circa quarant’anni fa, fu un fiasco vergognoso.
Una festa per bambini, organizzata da venditori porta a porta con l’unico obiettivo di rifilare alle famiglie, uno dietro l’altro, i quindici tomi di un’enciclopedia.

Io mi divertivo, ignaro di quella subdola operazione di marketing, così chiamato sul palco a onorare le mie velleità artistiche, raccontai la barzelletta de “i due matti e i cento cancelli”, fu il mio primo spettacolo comico.
Comico per me, visto il silenzio che piombò in sala al termine della mia performance non proprio brillante.

Il mio esordio da comico è un ricordo indelebile.

Anzi credo proprio sia stato un trauma infantile, visto che da quell’episodio la mia personalità non ha più trovato un equilibrio stabile, nella mia affannosa ricerca di un personaggio da interpretare ho collezionato un caleidoscopio di figure: l’Ultrà, poi Body Builder, intellettuale, drogato, harleista, aspirante monaco Zen, droghiere, marito.

Il comune denominatore di questo trasformismo degno del miglior Fregoli sono sempre state le battute, le freddure, la satira, l’ironia, ahimè sempre circoscritte in ambienti in cui il senso dell’umorismo veniva visto con sospetto.
Una serie di rovesci della sorte mi hanno costretto a ripartire da zero.
Senza soldi, senza casa, senza lavoro mi sono trovato solo con me stesso e le mie battute, è stato in quel momento che ho fatto dell’ironia un’arma: l’autoironia, che mi ha permesso di non prendermi troppo sul serio e di affrontare la vita come fosse quel pubblico di quarant’anni fa.
Raccolti decenni di battute in due libri, mi sono fatto coraggio e ho affrontato il palco più ostico…la strada!
Tre anni in strada, un banchetto con il mio libro da vendere sono stati una straordinaria palestra di vita e il passaggio al palco vero e proprio è stato quasi fisiologico.
Stanco di una comicità televisiva a tratti imbarazzante ho iniziato a civettare con la stand-up comedy fino a diventare un amante devoto.

La stand-Up comedy

Una comicità sospesa sul filo, come me, attore, che cammino nudo senza rete.
Politica, costume, cronaca ma anche quelle storie di vita che racconteresti solo ai tuoi amici più stretti senza paletti, senza freni: sono diventato comico semplicemente essendo me stesso.

Sono un comico in vendita, potete acquistarmi per le vostre serate, occasioni speciali, per rallegrare parenti o amici tristi. Sono pronto a girare l’Italia e tutto il mondo per raccogliere sorrisi e risate.

Politicamente scorretto è il mio nuovo spettacolo –> Scopri di più

Un gioco delle parti io comico e voi pubblico, ci state? Questi i miei contatti!

 

Così, questa ossessione ci incita a divenire tutto e niente. In teoria essa dovrebbe metterci davanti alla sola scelta possibile: il convento o il cabaret.
Emile Cioran