Tutti hanno un libro nel cassetto, ecco come non schiacciarsi le dita…

In Italia sono tanti che come me hanno scritto un libro e sono in tanti che non sanno come fare a pubblicarlo. Tanta fatica per poi chiudere il libro nel cassetto, rinunciando al sogno di stringere tra le mani la prima copia, annusarne l’odore e mostrare finalmente al mondo intero il proprio “animo tormentato”.
Una frustrazione che tutti gli autori di un libro conoscono: mesi ad aspettare risposte, poi rifiuti o richieste di denaro in cambio di pubblicazione.

Cosa non si fa per il proprio libro: un percorso editoriale controcorrente

simone mele libro autoprodottoCome avete avuto modo di leggere nella sezione libri, se non lo avete fatto ve lo consiglio vivamente, io ho percorso una strada diversa, scegliendo di non aspettare e di non scendere a patti sconvenienti, pubblicando le mie “opere” con le case editrici.
Le mie prime due “fatiche” letterarie: L’ozio è il padre dei vizi, lo zìo è il padre dei cugini e Lo scemo del villaggio, sono infatti un’auto produzione così come il mio terzo libro che è tuttora in cantiere.
Come racconto nella sezione sopracitata, la mia, per lo meno all’inizio, è stata una scelta forzata.
Già otto anni fa con il mio “capolavoro” dal titolo Il domistico (si sa che ogni scarrafone…) mi sono dovuto scontrare con una realtà a me fino a quel momento sconosciuta, gli editori appunto. Eccitato dall’essere riuscito a portare a termine un romanzo di quasi 300 pagine e dopo un lavoro di editing molto costoso il cui risultato finale però mi aveva molto deluso (in pratica avevo preso un “pacco”) ho incominciato a spedire copie cartacee del manoscritto in giro per la Penisola ricevendo mortiferi silenzi e strane richieste di denaro.libri lo scemo del villaggio - simone mele

Finire in libreria per un pugno di dollari…

“Come – pensavo – Mi chiedono dei soldi per pubblicare? A me?”. Un ego ipertrofico e soprattutto finanze malandate mi convinsero a rinunciare ad una brillante carriera
letteraria, dovevo occuparmi di altro in quel periodo della mia vita, rifarmene una nuova.
Tre anni fa invece dopo aver dato ascolto ai consigli degli amici e raccolto pazientemente le mie esiziali battute in un libretto di 65 pagine, mi rivolsi ad editori locali, pensando che sia per il formato e sia per il genere meno impegnativo, potesse essere pubblicato senza dover sborsare danaro.libri simone mele comico
Ma che, anche in questo caso, dopo i soliti complimenti, mi chiedevano soldi!
Che palle, e soprattutto chi ce li aveva, anche quel periodo economicamente non era dei più floridi. (Trapela forse che sono un miserabile?)
Che fare? Rinunciare anche questa volta? No!

Lo scrittore editore imprenditore che è in me

Spinto da un intraprendenza sorprendente (per il sottoscritto noto pigro), sono andato a guardarmi le leggi sull’auto produzione letteraria scoprendo che avrei potuto stampare delle copie e venderle “brevi manu” rilasciando una semplice ricevuta fino ad un massimo di 6000€.
Non avevo ancora un profilo Facebook (snobbavo colpevolmente i social) pensai allora di aprirne uno per promuovere il mio nuovo libro nella cerchia dei conoscenti, fortunatamente o sfortunatamente conosco e sono conosciuto da molta gente in città, soprattutto a causa del mio passato proteiforme, perché allora non sfruttare questa “notorietà” e una delle mie caratteristiche più marcate, la faccia di bronzo?
Scoprì il favoloso mondo delle tipografie, avrei potuto stampare una, dieci, cento copie! Una gioia immensa.
Si, ma le copie una, dieci, cento bisogna pagarle…e i soldi? Il solito problema, maledetti soldi!
Trascorsi una giornata al culmine della disperazione, ma poi…il colpo di genio.
Non hai soldi? Bene fatteli dare, coinvolgi nel progetto altre persone, mi servivano degli sponsor…