Yogurt: alla ricerca della genuinità perduta.

Cercavo solo uno yogurt…uno yogurt yogurt!

Ieri sono stato costretto a girovagare per la città alla ricerca della semplicità. All’apparenza nulla di complicato, cercavo solamente uno yogurt, uno yogurt “normale”. E invece questa ricerca banale si è trasformato in quella dell’arca perduta, o meglio della semplicità perduta. Quattro market per trovare un vasetto di plastica che nella sezione ingredienti presentasse esclusivamente la dicitura yogurt. Non è stata impresa facile perché in tutti i market mi sono trovato davanti a pareti multicolori di yogurt di ogni tipo, tranne che ovviamente di yogurt e basta. Un’incredibile scelta: alla frutta, con il muesli, con entrambi, con dentro il lattobacillustocazzo, probiotici, magri, greci, cremosi, che abbassano il colesterolo, che regolano il transito intestinale, che riducono il rischio d’infarto ecc. ecc.  

“Questo no, quest’altro neppure, questo manco” pensavo, poi mi sono rivolto alla commessa e le ho fatto notare che in tutto questo “bengodi”, mancava la materia prima, ovvero “uno yogurt”, la commessa ha alzato gli occhi al cielo e mi ha guardato sconsolata come per dire: “È la modernità baby!”. Alla quarta tappa di questa via crucis, nascosto, in un angolo, quasi vergognandosi di esistere, di sopravvivere in un mondo artefatto, di essere un normalissimo yogurt in mezzo a suoi conspecifici “dopati” ecco spuntare “lui” lo yogurt bianco punto.

Ormai inseguendo il piacere, i gusti, le perversioni (spesso inconsapevolmente indotte) del palato e non solo, abbiamo smarrito la semplicità, la genuinità, il vero e io in questo mondo di sibariti, di perversi sono costretto a vagare come un’Indiana Jones per cercare la genuinità perduta.